La Storia nei nostri Convegni

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Cenni storici sul ruolo del Polesine e della Città di Rovigo relativamente alla “Grande Guerra”

Di seguito, si sottolineano i ruoli a carico del territorio polesano nonché rodigino nelle varie operazioni militari e sociali, fino al 1919 ed oltre.
Fin dal 1915 Rovigo e la sua Provincia vennero individuate come punto di riferimento per ospitare Ospedali di Tappa e Principali, Ospedali della C.R.I., Ospedali ed Ospedaletti da Campo, Campi di Prigionia per Austro-Ungarici, sedi distaccate di Brigate di Fanteria (Brigata PISTOIA e Brigata VENEZIA) nonché, quale ultima roccaforte, del Regio Esercito, trovandosi sulla linea dell’Adige, in previsione di una eventuale ritirata difensiva, cosa che poi avvenne sulla linea del Piave a partire dal 7 novembre 1917 a seguito della rotta del fronte a Caporetto.
Nel 1917 Rovigo ed alcuni paesi limitrofi divennero sede di Campi di Prigionia per soldati del Regno Asburgico e contemporaneamente furono ben 74 i Presidi Sanitari che vennero ubicati nell’intera Provincia, di cui 7 nella sola Rovigo.
Basti pensare che nell’Ospedale da Campo n° 204, da 200 posti letto (Direttore Sanitario Capitano Dott. Aldo Spallicci), che fino al 1916 era stato dislocato a San Giorgio di Nogaro alle dipendenze della 3ª Armata, successivamente spostato a Rovigo, venivano curati i soldati feriti al fronte e con gravi lesioni come la gangrena gassosa, le ferite transfosse o perforanti, le malattie infettive come la meningite tubercolare ed anche il colera contratto in trincea.
Inoltre, esistevano ben 7 Ospedali da Campo destinati a Centri Dermoceltici per la cura delle malattie veneree contratte dai nostri soldati durante le brevi licenze dal fronte.
Il Polesine fu anche la prima Provincia che, per opera delle mogli e dei parenti dei Soldati Italiani catturati ed internati nei Lager Asburgici e Germanici, istituì la prima Lega Nazionale per Prigionieri Italiani, che dopo aver stilato un elenco di Campi di Prigionia, si prodigò nell’invio cadenzato di pacchi di vestiario e di generi di prima necessità a loro sostegno.
Non solo, Rovigo fu una delle prime città Italiane che, come accennato prima, in virtù della Legge 877 del 1931, eresse un Ossario Militare che potesse accogliere le spoglie sia di Soldati Italiani che di quelli Austro-Ungarici deceduti a Rovigo per cause di guerra o per malattia contratta al fronte; oggi, questo sacro edificio, che accoglie le spoglie di 589 Italiani e 215 ex nemici, versa in condizioni pietose ed è bisognevole di un celere restauro, sempre promesso da più organismi ma mai attuato.