Scopi del Comitato “Nino Bedendo”

Home / Scopi del Comitato “Nino Bedendo”

Scopi del Comitato Scientifico

Come predetto, in occasione del 100° anniversario dell’inizio della “Grande Guerra” e proprio per fare nel Polesine un Centro Culturale di storia militare che possa commemorarla unitamente ai vari conflitti del ‘900 (ma anche con qualche excursus nella storia del Risorgimento e delle guerre d’indipendenza), sono stati programmati, con inizio nel 2014 e fino al 2019 una serie di Convegni, almeno uno per ogni anno di guerra, dedicati agli “antefatti della 1a Guerra Mondiale”, alle vicende della “Guerra” stessa ed alla “Pace di Versailles”; in aggiunta sono state previste e programmate una serie di azioni con eventi a scopo formativo e divulgativo, da destinare prevalentemente alle scolaresche.

È anche interesse del Comitato Scientifico far risaltare la notevole importanza ed il rilievo che il Polesine e la città Rovigo stessa hanno avuto relativamente alla “Grande Guerra”, infatti, così come riportato nel “Programma di massima 2014 – 2019” del nostro Comitato, è risaputo che “in ogni evento bellico non sono coinvolte unicamente le linee operative impegnate nelle varie battaglie, ma sono notevolmente importanti, a volte più dei reparti operativi, quei supporti di retrovia che, oltre a determinare, con la logistica, l’esito dei combattimenti, si fanno carico di tutte le conseguenze generate dal conflitto”.

Rovigo ed il Polesine sono stati zona di retrovia, utilizzata soprattutto come luogo di cura per ammalati, feriti gravi, riposo per truppe esauste, senza dimenticare che nel Polesine vennero allestiti almeno 3 campi di prigionia la cui testimonianza è ancor oggi visibile osservando le lapidi dell’Ossario Militare di Rovigo che riportano i nominativi di 215 soldati austro-ungarici deceduti per malattie infettive. Inoltre, dopo la rotta di Caporetto ed il ripiegamento delle linee italiane al Piave, il Polesine è stato la sede di ben 74 Ospedali Militari e da Campo, con due sezioni adibite a patologia dermosifilopatica e psichiatrica. I numerosi nostri soldati, deceduti nel nostro territorio, ben 589, ora riposano nei loculi del predetto Ossario Militare.

Oltre a ciò, dopo il ripiegamento al Piave, il Polesine era diventato l’ultimo baluardo a difesa dell’Italia del Nord in caso di ulteriore sfondamento.